mercoledì, marzo 31, 2010

Piazza "Jò Paparello".

Torna Jò Paparello, il nostro jazzista agricolo, sempre più folle, sempre più clownesco. Non poteva mancare un po' di satira su piazza Saliceti. Così almeno ci ridiamo un po' su.

Buona visione.



mercoledì, marzo 24, 2010

Le bischerate di Luca Pelusi a Teleponte.














Ormai a TelePonte sono di casa. Troppo buoni ad invitarmi
nuovamente a parlare delle mie bischerate di giornalista, pagliaccio e cantautore.Troppo buono il giornalista Rino Orsatti e la redazione di TelePonte. Che Dio ce li conservi.
E tropppo buoni voi se guarderete (di nuovo) le mie bischerate.



lunedì, marzo 22, 2010

Quando la gente si sveglia.

Da notare la segnaletica "all' amatriciana".








Se la gente si sveglia.
Ovviamente non solo per piazza Saliceti.
Ci possono essere seri grattacapi
per qualcuno.

Vediamo che accade.

giovedì, marzo 18, 2010

Aumenti: che dio vi fulmini.


Pubblichiamo un promemoria per i cittadini e per tutti quelli che non capivano perchè il consigliere di minoranza Emilia Di Matteo non si era espresso in merito al recente aumento delle tariffe scolastiche. In realtà Emila Di Matteo se n'era occupata prima: il 3 agosto 2009. Ma la maggioranza non ha preso in considerazione le sue mozioni ed ha effettuato gli aumenti.



Cliccate sull'immagine per scaricare il manifesto in PDF.

sabato, marzo 13, 2010

Corso di clown con Ian Algie.



Uno stage utile per avvicinarsi alla figura del clown.
Un corso per tutti.
Sabato 24 e domenica 25 aprile 2010
dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Presso il centro teatrale Artis,
via del Santuario n° 160, Pescara Colli.

Informazioni: 333/3674195 (Luca Pelusi)
email: luca_pelusi@hotmail.com

Etichette: , , ,

mercoledì, marzo 10, 2010

Intervista ad Ian Algie, clown ed operatore di ludobus.



Ci descrivi in breve la tua formazione artistica, e la scelta del teatro fisico (clown) come forma espressiva?

Ho iniziato studiando improvvisazione teatrale con “Second City” a Toronto, in Canada, dove ho studiato con una serie di fondatori del teatro di improvvisazione. Poi un paio di amici della scuola hanno aperto un piccolo spazio - cabaret. Abbiamo fondato una compagnia: facevamo spettacoli ogni weekend. Così abbiamo “imparato praticando” , iniziavamo a fare spettacoli in giro, in teatri, spazi cabaret, anche in un’ arena di hockey. Sono stato con loro per otto anni. Probabilmente volevo qualcosa di più profondo che l’improvvisazione cabarettistica ed ho sentito che il “clown teatrale” era molto collegato all’improvvisazione. Iniziai a frequentare degli stage di buffone, mimo, clown e maschere teatrali, con attori che hanno studiato alla scuola di Jacques Lecoq, andando alla scuola di Philippe Gaulier (un grande clown, che era il “docente - star” alla scuola di Lecoq, prima di creare la sua propria scuola), dove ho studiato per un anno, dopo di che ho avuto la grande fortuna di essere invitato a fargli da assistente nella sua scuola: senza dubbio la più bella esperienza della mia vita. Il teatro fisico ha molto in comune con il linguaggio del teatro di improvvisazione: tutte due incorporano elementi di gioco, complicità e disponibilità al gioco teatrale. A parte Gaulier, altri maestri importanti per me sono: Pierre Byland (con cui insegno in un stage di clown, che si tiene ogni anno alla Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe), John Wright e Vivian Gladwell.

Il clown è scappato dal circo, verso altri spazi... perchè?

Certo, il clown del circo tradizionale sembra una figura in declino adesso, visto l’arrivo del “cirque nouveau”, e continua a trovarsi in situazioni nuove. Pierre Byland, che ha proposto, originariamente il naso rosso come una maschera teatrale, dice che il grande successo e l’ “esplosione” del clown, alla scuola di Lecoq, ed altrove, è accaduta perchè il clown ti da il diritto di essere come sei, e di celebrare chi sei. L’apertura, l' ascolto, l’ intuitività spontanea del clown teatrale, l’ intelligenza emotiva ha portato il clown verso la terapia in ospedale e l' applicazione in situazioni nel sociale.

Che cosa è il clown, oggi, nel 2010?

(Ride) Forse questa è una domanda che devi fare a qualcun altro. Conosco clown di tutti tipi : volontari in ospedale, quelli del teatro, quelli che lavorano per il Cirque du Soleil o per la festa di compleanno… alcuni che lo fanno soltanto come una terapia personale, e quelli che mettono il trucco e naso rosso soltanto per dare bigliettini promuovendo i saldi di fine stagione di un negozio di abbigliamento. Dipende a cosa ti riferisci… ma mi sento di dire che il clown è tutto questo. Il clown riflette tutti gli aspetti dell’ umanità. I clown degli arborigeni dell’America del Nord dicono che se uno potesse vedere tutti i lati e gli aspetti di se stesso, nello stesso momento, non ci sarebbe altro da fare che ridere: non trovo una definizione migliore per il clown.

Che tipo di clown è quello che va in ospedale?

Spero che sia qualcuno che comprenda che il trucco, il naso, e tutto il resto sono soltanto un pretesto per entrare in relazione con una persona, a livello profondo ed immediato per aiutare quella persona, in una maniera che la medicina tradizionale attualmente non arriva a fare. Comunque una persona preparata al cento per cento, sia dal lato terapeutico, che dal lato clownesco e che prova a fare il suo intervento in maniera professionale, come un qualsiasi dottore, chirurgo o infermiere … sperando che anche gli altri vedano così il suo lavoro.


Parliamo di altro e di un’ altra tua attività: il ludobus.
In cosa consiste un ludobus, una ludoteca mobile?

A portare allegria ed a creare legami nuovi, oltre il gioco che si fa nelle piazze e negli spazi non tradizionalmente dedicati al gioco. Il mio ludobus è dedicato alla figura e alla filosofia del clown: gli attrezzi e le attività sono un po’ diversi ma l’obiettivo e lo stile non cambia.

Come si compone un intervento di ludobus?

Il ludobus arriva, mette a disposizione i suoi giochi e animatori e si parte con una serie di attività ludiche aperte a tutti e gestiti dagli animatori.
Un intervento del mio "Clown - Ludobus OPOPO’" consiste, di solito, in uno spettacolino iniziale e poi dei mini-laboratori sul clown, la giocoleria. Ci sono le bolle di sapone, il trucca-bimbo, la clownerie, e così via... concludendo con un numero clown con i bambini-partecipanti, il tutto dura due ore e mezza.

Si parla molto di clownerie e clown di corsia, in questo periodo.
Secondo te questo interesse è reale o è solo una moda passeggera?

Sì... da un paio di anni il clown di corsia è diventato un po’ una moda, ma a me sembra che stia passando questo momento di “solo moda” e forse questa figura sta per essere riconosciuta come un mestiere basato su una formazione concreta.


Luca Pelusi.




Alcuni allievi di Ian Algie durante uno stage di clown a Modena.
(Foto Luca Pelusi).






Sabato 24 e domenica 25 aprile 2010

Etichette: , , ,

domenica, marzo 07, 2010

Super Martini contro gli aumenti.


Super Martini contro gli aumenti: una piccola intervista su Radio Lettera 32. Massimo Martini parla dell' aumento delle tariffe per il centro aggregativo Peter Pan, l' asilo nido e per il servizio scuolabus. Perplessità per quanto ci costa la giunta Di Marcello Tris (107mila euro annui), il doppio incarico dell' assessore Sottanella (sociale e bilancio), e il buon esempio della giunta di Bellante che si è ridotta i compensi. Martini poi suggerisce di trasferire la sede di Soccorso Amico dall' attuale stabile ai locali della Asl. Questo comporterebbe un risparmio, visto che il comune non dovrebbe più pagare l'affitto.

Potete ascoltare l' intervista cliccando qui.

sabato, marzo 06, 2010

La fabbrica delle scatole vuote.

Nell'ultimo consiglio comunale è stata presentata, dal consigliere di minoranza Emilia Di Matteo, una mozione per la soppressione del Centro Fieristico del Mobile. Ci siamo occupati, con il nostro Tg fatto in casa, della scomparsa fisica del centro fieristico (nel senso che non ci sono più gli spazi per tenere mostre del mobile, visto che i padiglioni sono occupati dalla camera di commercio e dall' università di Teramo). Nella mozione si legge che: "... il centro assolve compiti particolarmente esigui, che possono essere presi in carico dalla giunta comunale, attraverso apposita delega ad uno degli assessori. Il centro (continua la Di Matteo): " non necessita di personale per la estrema semplicità della relativa gestione, che può essere assolta dai competenti uffici comunali ". Gli organi istituzionali del Centro Fieristico ci costano 25mila euro annue. Per questi motivi, il consigliere di minoranza ha chiesto la soppressione del Centro Fieristico del Mobile. Sui 25mila euro niente da ridire: chi fa il suo lavoro va pagato. Più difficile (anzi, direi: eroico) documentare le attività realizzate dal Centro Fieristico sul territorio. Un centro fieristico che doveva promuovere le piccole e medie imprese, ma di cui non riusciamo a comprendere l'utilità, dopo quasi un ventennio dalla sua fondazione. Perchè continuare a pagare del personale per un centro fieristico che non produce nulla? Anche se l'idea e gli obiettivi iniziali erano assolutamente lodevoli. La mozione di soppressione del centro fieristico è stata respinta dalla maggioranza. Ah, che eroi. Del piffero.

venerdì, marzo 05, 2010

La Corte dei Conti condanna Orazio Di Marcello.

Segnaliamo un link interessante da "City Rumors", a firma Luca Zarroli. Si parla del nostro sindaco e di una vicenda del 1997. Orazio Di Marcello è stato condannato dalla Corte dei Conti (la magistratura contabile) al pagamento di una penale di diecimila euro. Potete leggere la notizia qui.

martedì, marzo 02, 2010

Da Daniele Medori riceviamo e pubblichiamo.


Carissimo Luca,


è la seconda volta che mi inviti a difendermi circa le presunte voci

circolanti su megacompensi da me percepiti in seno all'assemblea consortile del Centro Fieristico del Mobile. Io non ho nulla da difendere nè da chiarire: c'è un bando del comune datato 22.10.2009 e addirittura pubblicato sul blog Lettera 32 che spiega tutto, per il resto devi anche soppesare da quale pulpito

viene la predica, ed evitare di sprecare tempo... Compensi, incarichi e quant'altro non ne prendo nè io, nè mia moglie. Sfido chiunque a provare il contrario, naturalmente mettendoci la faccia e non nascondendosi

dietro a Luca Pelusi o ai vari.... si dice... ho sentito ecc., fuori le palle, pecoroni.


Saluti

Daniele Medori


Grazie per la precisazione Daniele.

Ma penso che adesso le idee siano più chiare per tutti.

Ti ho chiesto questo chiarimento per una questione di correttezza.


Luca Pelusi.

Emilia Di Matteo a Radio Lettera 32.

Una breve intervista di cinque minuti al consigliere di minoranza Emilia Di Matteo, che ha presentato due importanti mozioni nell'ultimo consiglio comunale del 26 febbraio scorso. La prima riguarda un monitoraggio dell' occupazione locale. Un osservatorio per analizzare la situazione del precariato e della disoccupazione ed intervenire, dove possibile. La seconda mozione riguarda l'acqua pubblica, l'acqua come bene pubblico senza la gestione dei privati. Ascolatela, ne vale la pena. Tanto dura solo cinque minuti. Ops!

Per ascoltare l'intervista cliccate qui.

lunedì, marzo 01, 2010

E' solo questione di tempo.

Quindici minuti, tanto basta per un intervento in consiglio comunale. Con una modifica al regolamento comunale d'ora in poi ogni intervento dei consiglieri di maggioranza e minoranza deve durare quindici minuti. Dico subito che l'idea della maggioranza è ottima. Solo che nella prima proposta, avanzata dalla maggioranza, non era prevista la replica. Uno parla, dice una cosa non vera e tu non puoi replicare. Ah, il fascino indiscreto della democrazia fai da te. Grazie ai suggerimenti dell' opposizione, però, si è aggiunta una replica di cinque minuti e la formula è molto migliorata. Un consigliere parla per quindici minuti e chi vuole replica per cinque minuti. E' un' ottima idea snellire il consiglio comunale. Un consiglio comunale che dura cinque ore è mortale.
Consigli comunali più brevi. Tanto per fare certe cadute di stile in consiglio comunale bastano 60 secondi. Volete un esempio? Questo intervento del consigliere di maggioranza Luciano Fiorà (che trascrivo fedelmente) dura 60 secondi: "Parlare e tutelare gli interessi dei cittadini mi sta bene... però aggiungerei di tutti i cittadini non di cinquanta persone portate ad arte questa sera qui (in consiglio comunale n.d.r.) a ridere ed applaudire" Secondo questo intervento qualcuno si porta il pubblico da casa e gli "impone" di ridere ed applaudire. Ovviamente dopo queste illuminanti parole c'è stata una reazione vivace del pubblico, indignato e rumoroso. Una reazione ovviamente pilotata, dove gli insulti erano addirittura in playback. Quindi per fare certe cadute di stile bastano appena 60 secondi. Chissà che combinerà la maggioranza in 15 minuti.