Troppo presto, Di Marcello.

Amici, lo confesso: non ce l'ho fatta. Sono andato al comizio del Pd, ieri (29 maggio) in piazza Saliceti. Sì, lo so: me le vado a cercare. Ormai queste elezioni le vivo come uno psicodramma. Comunque al microfono c'era il sindaco uscente Franco Filipponi, che si lamentava di come le altre liste facciano accuse calunniose verso la sua ex-giunta. Senti senti s'è svegliato Filipponi. Ma come? È scomparso da quasi due anni dal blog e parla adesso? Filipponi nel comizio ha affermato che la perimetrazione è trasparente e che la sua giunta è pulita, e che non è vero che lavorano sempre gli stessi professionisti a Mosciano. Ma il sindaco si sveglia solo adesso? Ha detto che distribuirà casa per casa dei volantini che smentiranno le accuse fatte dalle altre liste. Troppo tardi, Filipponi. Le smentite vanno fatte subito e non quando uno è messo alle strette dagli avversari. Le smentite si fanno sui giornali, non casa per casa a pochi giorni dalle elezioni. Cosa fate? Passate casa per casa come i testimoni di Geova? E se uno è assente, che fate? Ripassate? Zitti tutti il Pd fa politica al citofono. Roba da chiodi. È tutto molto chiaro, per la prima volta la sinistra, a Mosciano, ha una minima paura di perdere. Ha paura di una possibile sorpresa elettorale e allora smentisce, informa i cittadini. Poi, quando Filipponi ha parlato dei professionisti che collaborano col comune, lo confesso, non ce l'ho fatta: sono scoppiato a ridere ed ho abbandonato la piazza. Qui siamo al delirio tragicomico. Qui siamo allo psicodramma. Poi la pioggia e la fuga. Ah, un fulmine, Signore, uno solo, su chi dico io.Etichette: elezioni 2009, elezioni amministrative, Franco Filipponi, incontri, Partito Democratico

























Mattone d'Oro 2008










