lunedì, gennaio 26, 2009

Pippo non lo sa.


"Pippo non lo sa che quando passa ride tutta la città."

In questa nona puntata di "Carta Vetrata":

1) Pippo non lo sa
2) Complimenti (veri) agli assessori: Martinelli, Sottanella, Marcattilii.
3) Piccioni/Filipponi, niente di nuovo sotto il sole.
4) Barzellette.

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giovedì, gennaio 22, 2009

Sono a Parigi e non so se torno.

lunedì, gennaio 12, 2009

E qui casca l'asino.

Nel frattempo che il direttore artistico De Benedictis abbia un'overdose di democrazia e ci apra i commenti al suo lussuosissimo blog, colgo l'occasione per precisare a quello che l'assessore alla cultura Alfredo Martinelli ribattè al blog il 12 luglio scorso, sempre a proposito del festival jazz. L'assessore afferma: "... alla fine l'amministrazione si troverà a spendere per il festival 12mila euro (parliamo dell'edizione 2008 n.d.r.) cifra che scaturisce soprattutto dai costi relativi ai diritti Siae e alla gestione del service audio". Ma non è vero che sono i costi della Siae e del service audio a far lievitare le spese di un festival jazz. Guardate, ad esempio, il rendiconto del 2007, la cifra più importante è quella del cachet degli artisti (del compenso che si da ai musicisti). Nel 2007 è stata di 36mila euro. Il service audio è costato 7500 euro e la Siae, anche se non compare nel rendiconto 2007 (magia!) nell'edizione del 2006 era appena di 345 euro. La spesa più importante rimane quella del compenso ai musicisti. E' chiaro che se io chiamo il jazzista "x" lo pago 100, se io chiamo il jazzista "y" lo pago 10. Quindi è il direttore artistico che con le sue scelte fa salire o scendere i costi di un festival. Altro che Siae o service audio. Se il direttore artistico sceglie musicisti economici abbiamo un festival economico, se il direttore artistico si fa predere un po' la mano abbiamo un festival jazz da 69mila euro come nel 2003, di cui 51mila pagati con fondi comunali. Perciò ci saluti De Benedictis, assessore. Altro che Siae e service audio.

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lunedì, gennaio 05, 2009

Situazioni a credibilità zero.

È difficile parlare del sindaco Franco Filipponi, perché non esiste. Franco Filipponi non esiste, è un prodotto della nostra fantasia. Esiste chi l'ha votato ma lui no. Se Franco Filipponi si presentasse, alle prossime comunali, in una lista civica senza la tessera del Pd, prenderebbe 14 voti al massimo. Cosa voglio dire con questo? Che il sindaco esiste solo grazie al suo elettorato, e il suo elettorato vota a sinistra, a prescindere. Questo è molto pericoloso. Perché se il Pd candida, un domani, come sindaco un incapace, questo incapace può contare su un vasto consenso elettorale. Il Pd indicherebbe il suo candidato e gli elettori lo voterebbero, anche fosse un cotechino. Quindi Franco Filipponi non esiste. È un'illusione. Anzi: quasi un bluff. Per di più il sindaco, avviando le recenti procedure di stabilizzazione del personale, che pare non rispettino le leggi del ministro Brunetta, sta mettendo su un'operazione a credibilità zero, almeno potenzialmente. E sta illudendo 21 persone. La legge sul turn over del ministro Brunetta parla chiaro: un assunto ogni dieci pensionati comunali. Dove sono 210 pensionati comunali? Se io fossi una di quelle 21 persone mi sentirei preso in giro. Altra situazione a credibilità zero: diverso tempo fa il funzionario Giacomo Di Marco è intervenuto su questo blog affermando di non avere mai fatto assunzioni dirette di personale al Consorzio Ambito Sociale Tordino. Poi, subito dopo, il blog lo ha smentito pubblicando la delibera delle assunzioni da lui firmata. Quindi quelle assunzioni erano avvenute. Che figura barbina, Di Marco. Un funzionario che si dimentica le assunzioni che firma di suo pugno. Che fenomeno. È proprio il caso di dire: qui casca l'asino. Ma tanto il sindaco lascia correre: si vede che lui alle situazioni a credibilità zero c'è abituato. Altro episodio a credibilità zero: il pluripremiato direttore artistico del festival jazz: "Oh jazz be good", Attilio De Benedictis, che, intervenuto sul blog dice che la sua associazione non ha mai gestito denaro pubblico. Sarà, ma il comune ha dato diversi finanziamenti al festival jazz. E il direttore artistico lo sa, o crede che i cittadini siano dei polli? Ma neanche di questo il sindaco dice nulla. Sarà perché, lui, alle situazioni a credibilità zero c'è abituato. Speriamo, però, che i cittadini non si abituino, sennò è la fine.

Buon anno. E attenti agli sms elettorali e di auguri in odore di peculato. E di cotechino.


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